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	<title>Architettura funzionale &#8211; MAS Studio di Ingegneria Siena</title>
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	<description>Servizi di Ingegneria a Siena</description>
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	<title>Architettura funzionale &#8211; MAS Studio di Ingegneria Siena</title>
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	<item>
		<title>Gabriel&#8217;s horn</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2025/01/15/gabriels-horn/</link>
				<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 11:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Bacchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>LA TROMBA DI TORRICELLI O DELL’ARCANGELO GABRIELE Se facciamo ruotare intorno all’asse x il ramo 𝛾 dell’iperbole di equazione 𝑥𝑦</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p>LA TROMBA DI TORRICELLI O DELL’ARCANGELO GABRIELE </p>



<p>Se facciamo ruotare intorno all’asse x il ramo 𝛾 dell’iperbole di equazione 𝑥𝑦 = 1, 𝑐𝑜𝑛 𝑥 ≥ 1,  il solido ottenuto ha una forma caratteristica che ricorda le trombe angeliche del Giudizio Universale  ( da qui il riferimento a Gabriele, l’angelo che soffierà nel corno per annunciare l&#8217;apocalisse).<br> Questo solido ha la particolarità di avere volume finito, ma area del mantello infinita; le proprietà di questo solido furono studiate per la prima volta dal fisico e matematico italiano Evangelista Torricelli nel XVII secolo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="//i0.wp.com/mas.si.it/wp-content/uploads/2025/01/image-1.png" alt="" class="wp-image-3949" srcset="https://www.mas.si.it/wp-content/uploads/2025/01/image-1.png 689w, https://www.mas.si.it/wp-content/uploads/2025/01/image-1-300x89.png 300w, https://www.mas.si.it/wp-content/uploads/2025/01/image-1-500x149.png 500w" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" /></figure></div>



<p>Si dimostra che la vernice sufficiente a riempire il solido è una quantità finita mentre la vernice per dipingere il mantello esterno non è mai abbastanza…. in pratica è infinita , cosa che appare del tutto incredibile e paradossale.</p>



<p>Il volume totale non è altro che la somma di sottilissimi volumetti cilindrici che abbiano altezze pari a un valore dx estremamente piccolo. Ogni cilindretto ha quindi un volume pari a πr2&nbsp;dx. Il valore del raggio r &#8220;medio &#8221; del cilindretto che altri non è che la y corrispondente. Il volume totale del nostro solido di rotazione sarà quindi dato dalla sommatoria (integrale), tra il valore iniziale di x e quello finale, della quantità π/x2&nbsp;dx. Nel caso della tromba di Gabriele il valore iniziale&nbsp; di x è uguale a 1 e quello finale è ∞, perciò:<br>
V = ∫1∞ π/x2 dx<br>
Questo integrale è facilissimo da calcolare (1/x2 è la derivata di &#8211; 1/x) e porta al risultato:<br>
V = π [- 1/x]1∞ = π[-1/∞ &#8211; (- 1/1)] = π[0 + (1/1)] = π</p>



<p>Per la superficie esterna l’espressione da integrare deve tenere conto che la superficie esterna di un tronco di cono, pur piccolo a piacere, deve essere una striscetta. In altre parole il tronchetto di cono infinitesimo dipende sia  dal raggio iniziale che da quello finale. La formula ben nota che la determina è data dalla somma dei raggi iniziale e finale moltiplicata per l&#8217;apotema a. Quanto vale il segmento a? Basta considerare il teorema di Pitagora, ne segue che<br>
S = ∫1∞2π/x √(1 + 1/x4)) dx<br>
Beh… questo non è un integrale molto facile, ma possiamo ricordarci una semplice regola: se una certa espressione è uguale a infinito, qualsiasi espressione che sia maggiore di essa deve valere infinito.<br>
2π∫1∞dx/x = 2π [ln x]1∞= 2π [∞ &#8211; 0] = ∞<br>
Il paradosso viene quindi dimostrato</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Bioarchitettura: cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2022/04/07/bioarchitettura/</link>
				<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 14:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Bioarchitettura: cos&#8217;è? La bioarchitettura è una nuova disciplina o modo di pensare dell&#8217;architettura funzionale che prende in considerazione i bisogni,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it/2022/04/07/bioarchitettura/">Bioarchitettura: cos&#8217;è?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it">MAS Studio di Ingegneria Siena</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<h2>Bioarchitettura: cos&#8217;è?</h2>



<p>La<strong> bioarchitettura</strong> è una nuova disciplina o modo di pensare dell&#8217;<a href="https://www.mas.si.it/">architettura funzionale</a> che prende in considerazione i bisogni, i desideri e le necessità della vita umana. </p>



<p>Ha un approccio moderno del punto di vista ecologico e su come prendersi cura al meglio dell&#8217;ecosistema che ci circonda. </p>



<p>L&#8217;obiettivo della bioarchitettura è ambizioso: </p>



<p>migliorare la qualità della vita ora e in futuro attraverso un&#8217;architettura sostenibile, sfruttando in maniera sostenibile anche i fenomeni naturali esistenti a beneficio della qualità della vita e del comfort abitativo.</p>



<h3>I principi della bioarchitettura</h3>



<p>I principi della bioarchitettura tendono a riconsiderare gli edifici nella loro funzionalità in maniera tale che qualsivoglia attività umana sia in armonia con la natura che ci circonda e non interferisca negativamente con o su di essa. </p>



<p>Per usare un linguaggio più immediato si può affermare che i tempi che stiamo vivendo ci inducono a ridurre drasticamente l&#8217;impatto ecologico delle continue edificazioni e questo nell&#8217;interesse dell&#8217;intera collettività. </p>



<p>E&#8217; proprio per quest&#8217;interesse comune che oggi gli sforzi per ottenere un mondo più ecosostenibile deve essere effettuato in sinergia tra pubblico e privato per mirare e ottenere una vera riqualificazione energetica per le nuove costruzioni e con l&#8217;ottimizzazione&nbsp; degli edifici esistenti.</p>



<h3>L&#8217;innovazione in edilizia</h3>



<p>La bioarchitettura è un approccio innovativo all&#8217;edilizia e all&#8217;urbanistica che risale agli anni Settanta. </p>



<p>I primi esempi sono stati effettuati in Italia, a Bolzano. </p>



<p>Il nuovo approccio assume una prospettiva ambientalista per valutare l&#8217;impatto ambientale del modello convenzionale di costruzione, che avrà solo effetti dannosi nel tempo, per cambiarlo e convertirlo in un modello più sostenibile.</p>



<p>La bioarchitettura è più di una semplice preoccupazione ambientale. </p>



<p>Si sforza anche di <a href="https://www.mas.si.it/servizi/">creare edifici</a> che siano sani per gli esseri umani e per l&#8217;ambiente circostante, bilanciando i bisogni umani con la sostenibilità ambientale creando allo stesso tempo delle belle strutture esteticamente piacevoli.</p>



<p>Il punto di vista della bioarchitettura è completamente diverso dagli schemi tradizionali finora adottati, essa valorizza l&#8217;architettura che interagisce attivamente con il clima e con le caratteristiche biologiche proprie di ogni area geografica e valorizza anche la funzionalità sociale degli edifici pubblici e privati.</p>



<h3>Sfide urbanistiche </h3>



<p>La bioarchitettura è un approccio nuovo e rivoluzionario dell&#8217;architettura. </p>



<p>Sta guadagnando in credibilità negli ultimi anni, perché supera molte credenze culturali dell&#8217;architettura tradizionale, con un design moderno e promuovendo un approccio sostenibile che viene sempre più premiato da soggetti privati, aziende e professionisti che sono dotati delle indispensabili competenze per progettare in maniera sostenibile. </p>



<p>Ciò comporta l&#8217;abbandono di una vecchia mentalità basata sul profitto, una rottura netta con schemi superati ripensando ad una nuova cultura urbanistica. </p>



<p>In particolare, è necessario partire dalla finalità di una struttura abitativa e investire competenze tecniche per concepire progetti che possano inserirsi armoniosamente in diversi ecosistemi.</p>



<h3>Principi di bioarchitettura</h3>



<p>La sostenibilità è l&#8217;obiettivo di molti architetti e designer che vogliono creare strutture che possano resistere alle mutevoli condizioni esterne mantenendo il comfort abitativo senza fare troppo affidamento su risorse non rinnovabili. </p>



<p>I principi basilari cui ispirarsi nella bioarchitettura sono:</p>



<p>&#8211; Orientamento &#8211; Ventilazione, raffrescamento e deumidificazione &#8211; Sistemi di ventilazione passiva &#8211; Isolamento termico &#8211; Protezione e recupero delle precipitazioni &#8211; Abbattimento delle dispersioni termiche &#8211; Captazione solare.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Opere di sostegno: tipologie e stati limite</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2022/03/24/opere-di-sostegno/</link>
				<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 16:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Opere di sostegno: tipologie e stati limite Le opere di sostegno o di contenimento sono tutti i manufatti realizzati per</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<h3>Opere di sostegno: tipologie e stati limite</h3>



<p>Le <strong>opere di sostegno</strong> o di contenimento sono tutti i manufatti realizzati per impedire che terreni posti in declivio e/o scarpate vadano a franare a valle, per queste opere la parte preponderante è assunta dai &#8220;muri di sostegno&#8221; e possono differenziarsi in diverse tipologie dipendenti dalla tecnica costruttiva e dal tipo di materiale.</p>



<p>Esse fanno parte della categoria dell&#8217;<a href="https://www.mas.si.it/">architettura funzionale</a>.</p>



<p>Le opere di sostegno è da tempo immemore che sono realizzate dall&#8217;uomo per modellare a suo piacimento il terreno circostante in funzione delle proprie necessità.</p>



<p>Riguardo all&#8217;aspetto strutturale ciò che li distingue da tutte le altre strutture a sviluppo verticale è la risposta che corrispondono a sollecitazioni e spinte orizzontali.</p>



<h3>Le diverse tecniche di realizzazione delle opere di sostegno</h3>



<p>Dal punto di visto costruttivo la loro realizzazione può essere effettuata&nbsp;con diverse tecniche e anche con l&#8217;impiego di diversi materiali.</p>



<p>Il
materiale che è più utilizzato&nbsp; per le
opere di sostegno è il calcestruzzo semplice o armato, ma sono utilizzate
sovente anche le pietre tagliate o da cava.</p>



<p>In
dipendenza del funzionamento statico dell&#8217;opera di sostegno che si deve
realizzare si distinguono principalmente due tipi di muri di sostegno, il muro
a gravità e il muro a mensola.</p>



<h3>Muro a gravità</h3>



<p>La funzione di <a href="https://www.mas.si.it/servizi/">contenimento</a> oltre che di sostegno è affidata alla massa del manufatto nonché al peso specifico dei componenti che lo costituiscono che in ogni caso sono materiali di una certa consistenza come pietre, mattoni, calcestruzzo. </p>



<p>Questi manufatti che si oppongono alla sollecitazione esterna, dovuta alla spinta del terreno, con il loro solo peso, che è una forza resistente con direzione verticale vero il basso, non hanno resistenza alle sollecitazioni di trazione.</p>



<p>In funzione del valore delle spinte possono assumere valori dello grande spessore così come le dimensioni delle fondazioni in calcestruzzo sulle quali poggiano.</p>



<h3>Muro a mensola</h3>



<p>Il muro a mensola è invece realizzato in calcestruzzo armato con tondini di ferro ad aderenza migliorata, sia per i paramento verticale, sia per le fondazioni. </p>



<p>Questo tipo di muro va opportunamente dimensionato e calcolato e può raggiungere altezze importanti e resistere egregiamente alle spinte laterali di notevole entità con spessori del manufatto accettabili. </p>



<p>Questa tipologia consente di risparmiare materiale e di ridurre i costi di costruzione.</p>



<h3>Muro a gabbioni in pietrame</h3>



<p>Le strutture in gabbioni cono composti da reti elettrosaldate e pietrame.</p>



<p>Vengono largamente utilizzate per muri di sostegno di sottoscarpa e/o di controripa oppure per strutture di contenimento delle sponde di corsi d’acqua o di consolidamento di scarpate nelle costruzioni stradali o ferroviari.</p>



<p>Il gabbione di pietrame, con discreto indice dei vuoti permette una funzione drenante tale da diminuire le spinte del terrapieno da proteggere, ha struttura scatolare di tipo quadro o rettangolare ed è realizzato con pannelli in rete metallica elettrosaldata da assemblare. </p>



<p>Il gabbione è montato e riempito direttamente sul luogo ove rimarrà con pietrame di dimensioni adatte perché non fuoriusca dalle maglie della rete tale da garantire la migliore costipazione possibile.</p>



<h3>Muri a secco in pietra e prefabbricati</h3>



<p>I muri a secco in pietra sono utilizzati prevalentemente per opere di recinzione o di contenimento di piccoli terrazzamenti con altezze limitate. </p>



<p>Quest&#8217;ultima tipologia è sempre più sostituta da pannelli&nbsp; prefabbricati curati esteticamente, resistenti e utilizzati per lavori di urbanizzazione o in parchi e giardini.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Muro di sostegno: come e quando viene utilizzato nell&#8217;edilizia</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2022/03/12/muro-di-sostegno/</link>
				<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 16:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Muro di sostegno: come e quando viene utilizzato nell&#8217;edilizia Il muro di sostegno è un manufatto in muratura semplice o</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it/2022/03/12/muro-di-sostegno/">Muro di sostegno: come e quando viene utilizzato nell&#8217;edilizia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it">MAS Studio di Ingegneria Siena</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<h2>Muro di sostegno: come e quando viene utilizzato nell&#8217;edilizia</h2>



<p>Il <strong>muro di sostegno</strong> è un manufatto in muratura semplice o armata con l&#8217;importante&nbsp; funzione di sostenere, contenere, resistere alle spinte esercitate da fronti di terreno di qualsivoglia natura o tipologia; o svolgere la medesima funzione opponendosi a spinte che&nbsp; esercitano anche i terrapieni artificiali o le acque, piscine, dighe, moli portuali.</p>



<h3>A cosa serve un muro di sostegno?</h3>



<p>Il
muro di sostegno, o l&#8217;opera di sostegno e contenimento,&nbsp; ha il compito preciso di&nbsp; impedire lo smottamento e/o lo scivolamento a
valle di pendii naturali o anche artificiali con elevate pendenze superiori
alla pendenza di equilibrio naturale e di garantirne la stabilità.</p>



<p>All'&#8221;<a href="https://www.mas.si.it/progetti/">opera di sostegno</a>&#8221; si attribuisce, generalmente, il significato di struttura a sviluppo verticale la cui finalità principale è quella di resistere alla spinta orizzontale. </p>



<p>La resistenza&nbsp; è assegnata al peso proprio del muro unitamente al peso della porzione di terreno che su di esso agisce.</p>



<h3>Tipologie delle opere di sostegno</h3>



<p>I
muri possono avere diversa tipologia, si elencano le più importanti:</p>



<p>–
Muri a mensola in c.a.;</p>



<p>–
Muri&nbsp; in c.a. e fondazioni su pali;</p>



<p>–
Muri in c.a. con contrafforti;</p>



<p>–
Muri a gravità e semigravità;</p>



<p>Rientrano
nella tipologia dei muri a gravità quelli a mensola e quelli a contrafforti,
ossia&nbsp; quelle strutture la cui attività
di sostenere&nbsp; è&nbsp; assegnata al peso proprio della struttura in
concorso con il peso del terreno che agisce sulla struttura stessa, che è di
tipo rigido sotto l&#8217;azione dei carichi agenti.</p>



<h3>Materiali</h3>



<p>I muri di sostegno generalmente sono realizzati in calcestruzzo, che può essere utilizzato per qualsiasi tipologia di opera di sostegno, sia per le caratteristiche di elevato peso specifico per i muri a gravità, sia per le caratteristiche di resistenza quando è abbinato all&#8217;acciaio per i muri a mensola di spessore limitato e altezze rilevanti.</p>



<p>Ma se ne osservano anche in pietrame e perfino in legno, con funzioni per lo più decorative o di arredo urbano per delimitare percorsi o sostenere piccoli terrapieni formati ad arte.</p>



<h3>Tipologie in base alla staticità</h3>



<p>I muri di sostegno sono strutture verticali ma la loro realizzazione è molto differente da altri tipi di costruzioni a sviluppo verticale. </p>



<p>Questa differenza risiede nel fatto che le opere di sostegno devono resistere alle sollecitazioni orizzontali provocate dai terrapieni, mentre un muro senza questa funzione e realizzato per altri scopi, deve reagire solo a carichi verticali.</p>



<p>Come
accennato all&#8217;inizio le due tipologie preminenti per i muri di sostegno e/o di
contenimento sono:</p>



<p>&#8211;
Muri a&nbsp; gravità</p>



<p>&#8211;
Muri a&nbsp; mensola</p>



<p>che
si differenziano in base al loro funzionamento statico.</p>



<h3>Tipologie in base alla gravità</h3>



<p>Per quanto attiene la tipologia a &#8220;gravità&#8221;, la staticità del manufatto è garantita grazie alla sola massa del manufatto. </p>



<p>In genere un muro&nbsp; gravità ha notevole consistenza e quindi molto peso con spessori importanti, il peso del muro si oppone al ribaltamento proprio in funzione del momento resistente che viene mobilitato dalla forza peso, rispetto a quello ribaltante generato dalla spinta del terreno a monte del muro medesimo. </p>



<p>Un muro del genere richiede molta manodopera, specialmente se fatto in pietrame, e importanti risorse economiche.</p>



<p>La tipologia del muro a mensola, che è anche la più usata dai costruttori, è quella a mensola. </p>



<p>I muri a mensola hanno forma prevalentemente a &#8220;L&#8221; con spessori congruenti rispetto alla spinta a cui resistere e sono armati con tondini in acciaio posti sia verticalmente sia orizzontalmente lungo le facce del muro al netto del copriferro.</p>



<p>Il muro è incastrato con la fondazione anch&#8217;essa in c.a. di lunghezza e spessore adeguato all&#8217;altezza del paramento verticale di contenimento, e sulla quale si esercita il peso del terreno di riempimento con effetto concorrente alla stabilità oltre alla resistenza esercitata dal muro, mensola, che si oppone alla spinta laterale del terreno mobilitando la resistenza dell&#8217;acciaio nelle zone soggette alle sollecitazione di trazione.</p>



<p>Cerchi uno <a href="https://www.mas.si.it/">studio di progettazione edilizia</a> che ti accompagni in ogni fase realizzativa del tuo progetto? Contattaci ora!</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Bioarchitettura e progettazione integrata</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2022/02/15/bioarchitettura-2/</link>
				<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 14:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[leo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.mas.si.it/?p=3859</guid>
				<description><![CDATA[<p>Bioarchitettura e progettazione integrata Conosci già la bioarchitettura? Scoprila in questo articolo! Definizione di Bioarchitettura La bioarchitettura è un tipo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it/2022/02/15/bioarchitettura-2/">Bioarchitettura e progettazione integrata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it">MAS Studio di Ingegneria Siena</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<h2>Bioarchitettura e progettazione integrata</h2>



<p>Conosci già la <strong>bioarchitettura</strong>? Scoprila in questo articolo!</p>



<h3>Definizione di Bioarchitettura</h3>



<p>La bioarchitettura è un tipo di architettura che si ispira a principi vitali e fa parte del filone dell&#8217;<a href="https://www.mas.si.it/">architettura funzionale</a>.</p>



<p>È una tendenza dell&#8217;architettura a pensare le abitazioni progettate come organismi viventi.</p>



<p>Gli
edifici realizzati seguendo le regole della bioarchitettura sono abitazioni che
stabiliscono una relazione equilibrata tra l&#8217;ambiente e coloro che ospitano.</p>



<p>Il
termine di bioarchitettura non è riferito soltanto all&#8217;edificazione, ma è un
modo nuovo di pensare a come costruire o ristrutturare o abitare vivendo in
armonia con le cose che ci circondano e con le esigenze della vita quotidiana.</p>



<p>In altre parole si persegue l’obiettivo di instaurare il giusto
equilibrio tra ciò che si costruisce e l&#8217;ambiente, impiegando un insieme di
soluzioni progettuali improntate sulla sostenibilità ambientale, che consente
il giusto rapporto tra le migliori condizioni di vivibilità ed alte
caratteristiche di qualità dei materiali e di piacevolezza estetica, senza
dimenticare l&#8217;attenzione agli aspetti culturali e socioeconomici degli utenti.</p>



<h3>Il degrado ambientale nelle città</h3>



<p>E&#8217; innegabile, oggi, quanto sia avanzato nelle città il tasso di degrado ambientale e paesaggistico, che possiamo attribuire in gran parte a quelli che sono i canoni dell&#8217;architettura convenzionale che ignora le giuste soluzioni di vivibilità e non attribuisce la giusta valenza alle forme o ai materiali o alle soluzioni mirate alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale e all&#8217;utilizzo di sistemi innovativi ed eco-sostenibili per la riduzione dell&#8217;inquinamento, compreso quello acustico. </p>



<p>Il contrasto odierno tra la bioarchitettura e l&#8217;architettura convenzionale è certificato dall&#8217;attenzione che quest&#8217;ultima presta soprattutto alle problematiche che sono solo di natura tecnica ed economica, in altre parole di solo business, in barba alle esigenze e alle aspirazioni di vivibilità dei futuri clienti.</p>



<p>Nella bioarchitettura invece si pensa proprio ad eliminare
questi fattori destabilizzanti e a soluzioni alternative, proprio con l&#8217;obiettivo
della riduzione dell&#8217;impatto ambientale e dell&#8217;inquinamento, con la
progettazione di luoghi e spazi adatti per vivere la vita di tutti i giorni nel
rispetto delle esigenze principali degli abitanti di un edificio, a cominciare
dal benessere psicofisico.</p>



<h3>Progettazione integrata</h3>



<p>La costruzione o la <a href="https://www.mas.si.it/servizi/">ristrutturazione in edilizia</a>, alla luce delle nuove tendenze dettate dalla bioarchitettura, non può che essere solo di tipo integrato. </p>



<p>Le diverse professionalità e competenze devono necessariamente interagire e confrontarsi per la buona riuscita di ogni progetto, gli architetti unitamente a ingegneri strutturisti, impiantisti e ambientalisti, unitamente a design ed esperti di cantiere forniscono la giusta integrazione.</p>



<p>È l&#8217;indispensabile requisito per avviare un tipo di progettazione sostenibile che sia capace altresì di garantire in ogni momento il controllo dei costi e dei tempi necessari e l&#8217;alta qualità del progetto.</p>



<h3>I parametri per eseguire una corretta progettazione</h3>



<p>Il team deve offrire al cliente di disporre
della giusta ottimizzazione energetica, per le nuove edificazioni e nuovi
impianti e la corretta valutazione per mezzo di indagini in situ e diagnosi
energetiche rispetto ai materiali già in opera per gli edifici esistenti; fino
al raggiungimento, con il progetto di riqualificazione energetica, dell&#8217;individuazione
delle priorità di intervento con l&#8217;unico scopo di attuare sia un buon risparmio
energetico sia il comfort abitativo.</p>



<p>I parametri da tenere conto in una progettazione integrata che sia di successo sono in realtà patrimonio che ogni progettista illuminato mette in pratica, come la ricerca della giusta conformazione fisica e strutturale del manufatto in progetto e il suo orientamento; lo studio del microclima locale per un suo proficuo sfruttamento; la ricerca di materiali ecologici. </p>



<p>Questi sono gli elementi primari utili all&#8217;ottenimento di un giusto comfort ambientale e di risparmio energetico.</p>



<p>La
progettazione integrata consente anche la previsione e l&#8217;utilizzo delle
tecnologie per lo sfruttamento dell&#8217;energia solare; per i sistemi di raffrescamento
passivo o di ventilazione naturale; per l&#8217;applicazione di schermature per
controllare il microclima naturale; per impiantare sistemi di raccolta di acque
piovane per il loro riutilizzo o riciclaggio.</p>



<h3>Edifici realizzati con regole di bioarchitettura</h3>



<p>A solo titolo di esempio si ricordano alcuni edifici realizzati con regole di bioarchitettura: </p>



<p>Il Bosco verticale di Milano; il Nuovo Campus Bocconi di Milano; il Biocasa di Treviso; il Portopiccolo di Trieste; il Vigilius Mountain Resort di Lana (BZ).</p>
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		<title>L&#8217;autostrada A1</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2021/05/03/l-autostrada-a1/</link>
				<pubDate>Mon, 03 May 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studio@mas.si.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Inaugurata nel 1964 da Aldo Moro, dopo solo 8 anni di lavori, per complessivi 760 km l’Autostrada del Sole (A1)</p>
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<p> Inaugurata nel 1964 da Aldo Moro, dopo solo 8 anni di lavori, per complessivi 760 km l’Autostrada del Sole (A1) rappresenta uno dei gioielli dell’ingegneria Italiana. Il Consorzio SISI (Società Iniziative Strade Italiane)  composta dalla Fiat, Pirelli, Agip e Italcementi si occupò dello studio di fattibilità.</p>



<p>Il primo tratto, Milano Piacenza , non presentò particolari problematiche, ma sul fiume PO l’Ing. Silvano Zorzi costruì una delle più grandi opere in precompresso d’Europa. A Bologna fu la volta dell’Ing. Morandi  Riccardo che progettò molteplici viadotti  </p>



<p>Lo stile preponderante è quello del ponte Robert Maillart (ingegnere svizzero): arco portante con montanti verticali che poggiano su di esso e che, a loro volta, reggono l&#8217;impalcato orizzontale; la costruzione risulta economica e veloce grazie alla centina Innocenti, invenzione ad opera di Ferdinando Innocenti (imprenditore italiano produttore di ponteggi tubolari adottando un sistema di montaggio e smontaggio particolarmente rapido).</p>



<p>La precompressione del calcestruzzo, idea tecnicamente geniale, ebbe nel periodo un grande sviluppo e molte opere e viadotti dell’autostrada vantano l’adozione di questa tecnica, seppure, come abbiamo potuto constatare purtroppo con il viadotto sul Polcevera, è necessaria una manutenzione adeguata per garantirne la durabilità nel tempo.</p>



<p>Sul tratto tra Firenze e Bologna due viadotti adf arcata (Gambellato e Merizzano) portano la firma dell’ing <a href="https://www.accademiadellescienze.it/accademia/soci/Giulio-Krall" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Giulio Krall (apre in una nuova scheda)">Giulio Krall</a>, direttore tecnico della Ferrobeton e tra l’altro progettista della prima Metropolitana di Milano e della Torre Velasca; un pioniere della scienza delle costruzioni con particolare interesse per lo sviluppo del sistema a trave Nilsen.</p>



<p>Ultimo ponte ad essere realizzato sull’A1, a Levane, presenta
una struttura disegnata secondo la funicolare dei carichi ed
incastrata agli appoggi.</p>



<p>La costruzione di questa complessa opera infrastrutturale rappresenta anche oggi la <a href="https://www.mas.si.it/about-us/">creatività degli ingegneri italiani</a> capaci di risolvere le tematiche con genialità e sapienza.</p>
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		<title>I ponti e le sfide ingegneristiche dell&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2021/04/02/i-ponti-e-le-sfide-ingegneristiche-dell-uomo/</link>
				<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studio@mas.si.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>I ponti hanno da sempre rappresentato una delle maggiori sfide ingegneristiche che l’uomo ha dovuto superare tanto che, nella loro</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p>I ponti hanno da sempre rappresentato una delle maggiori <a href="https://www.mas.si.it/progetti/"><strong>sfide ingegneristiche</strong></a> che l’uomo ha dovuto superare tanto che, nella loro costruzione, troviamo applicate le tecnologie più innovative di ogni epoca.</p>



<p>La loro evoluzione costruttiva infatti va di pari passo con lo sviluppo dei materiali che man mano, nel corso dei secoli, sono stati utilizzati dall’uomo.  </p>



<p>Se infatti il primo materiale da costruzione utilizzato dall’uomo è il legno, di legno furono anche i primi ponti: semplici impalcati realizzati con tronchi affiancati.</p>



<p>Questa rudimentale tecnica si evolve col passare dei secoli grazie alla comparsa di un nuovo materiale da costruzione che va ad affiancarsi al legno: la muratura.</p>



<p>Di ponti in muratura furono veri e propri maestri i Romani tanto che, anche dopo oltre 2000 anni, molti sono giunti fino a noi. Come ben noto la muratura, a fronte di una buona resistenza a compressione, presenta una bassissima resistenza a trazione, i Romani superarono questo limite grazie all’utilizzo di una tecnica costruttiva innovativa e che rivoluzionerà tutto il mondo delle costruzioni: l’arco.</p>



<p>Il rovescio della medaglia di questa tecnica è stata la necessità di dover realizzare  strutture massicce e molto pesanti rendendo di fatto impossibile costruire ponti di luce importanti.  Un deciso passo in avanti è avvenuto soltanto con l’avvento della rivoluzione industriale, e la comparsa sul mercato di un materiale innovativo, molto più leggero e lavorabile: il ferro. </p>



<p>Questo ha permesso di realizzare ponti sempre più grandi e leggeri tanto che il XIX secolo può essere definito come la grande epoca dei ponti metallici. Il ferro tuttavia rimaneva un materiale molto costoso ed il suo sviluppo fu legato in gran parte ad opere di grande rilevanza quali le linee ferroviarie.</p>



<p>Con gli inizi del XX secolo però si ha la comparsa di un nuovo materiale da costruzione, molto più economico: il calcestruzzo. La sua diffusione fu molto veloce e risultò essere molto adatta per ponti di piccola e media luce, che sono quelli maggiormente diffusi.  </p>



<p>Poiché come la muratura anche il calcestruzzo presenza una resistenza  a trazione quasi nulla, la maggior parte dei primi ponti in calcestruzzo fu ad arco, e solo con lo sviluppo della tecnica del calcestruzzo precompresso, fu possibile passare a ponti a travata con luci importanti, anche oltre i 100 metri  </p>



<p>Tutto questo fino ad arrivare alla fine del XX secolo dove, con la nascita di acciai ad altissima resistenza, è stato possibile sviluppare due nuove tipologie di ponti: <strong><a href="https://www.calcolostrutturale.com/il-ponte-strallato-soluzione-strutturale-e-architettonica-moderna-efficiente-e-durevole/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="strallati e sospesi. (apre in una nuova scheda)">strallati e sospesi.</a></strong> Questi ponti sono costituiti da un impalcato, in acciaio e/o calcestruzzo, sostenuto da cavi metallici, che permettono di raggiungere luci considerevoli, anche superiori al chilometro.</p>



<p>Attualmente questo è il massimo che siamo riusciti ad ottenere, tuttavia, volgendosi a guardare la progressione delle capacità umane e l’evoluzione tecnologica e scientifica degli ultimi due secoli, si può pensare che questi limiti saranno sicuramente superati.</p>
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		<title>L’architettura funzionale: non solo un’esercizio di stile</title>
		<link>https://www.mas.si.it/2021/01/25/architettura-funzionale-non-solo-un-esercizio-di-stile/</link>
				<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 11:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[studio@mas.si.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura funzionale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Per parlare di architettura funzionale moderna non si può non citare ricordare l’Art Nouveau, quel movimento che prese il nome in Italia di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it/2021/01/25/architettura-funzionale-non-solo-un-esercizio-di-stile/">L’architettura funzionale: non solo un’esercizio di stile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mas.si.it">MAS Studio di Ingegneria Siena</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p>Per parlare di <strong>architettura funzionale</strong> moderna non si può non citare ricordare<strong> <a rel="noreferrer noopener" aria-label="l’Art Nouveau (apre in una nuova scheda)" href="https://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/arte/L-arte-del--800/Architettura-e-arti-applicate-nell-Ottocento/L-art-nouveau.html" target="_blank">l’Art Nouveau</a></strong>, quel movimento che prese il nome in Italia di stile Liberty o Floreale. Momento importantissimo nella storia dell’architetto perché segna un periodo d’indipendenza da schemi fissi o classicistici.  </p>



<p>In questo periodo si comprese che con il cemento e con il ferro si potevano creare forme nuove, forme derivanti dalla funzione di tali materiali.   </p>



<p>In realtà, per quanto riguarda il funzionalismo, questo nasce sulla scia della prima guerra mondiale, un movimento di architettura internazionale come parte dell’ondata del Modernismo. Le idee erano in gran parte ispirate dalla necessità di costruire un nuovo e migliore mondo per la gente, come ampiamente e fortemente espresso dai movimenti sociali e politici dell’Europa dopo la guerra mondiale estremamente devastante.  </p>



<p>A metà degli anni ’30, il funzionalismo cominciò a essere discusso come un approccio estetico piuttosto che come una questione di integrità progettuale. L’idea di funzionalismo era confusa con la mancanza di ornamenti.</p>



<h2><strong>L’architettura funzionale moderna</strong></h2>



<p>Nel nostro secolo, l’architettura&nbsp;ha subito un’evoluzione radicale a causa dei grandi problemi, ai quali il progresso attuale l’ha posta di fronte. Questi problemi d’ordine tecnico-estetico, economico e perfino sociale, in realtà non sono che aspetti dell’evoluzione stessa.  </p>



<p>Le tecniche nuove hanno permesso d’evidenziare con maggiore chiarezza una novità formale latente e preesistente.  </p>



<p><strong><a href="https://www.mas.si.it/about-us/">L&#8217;architettura funzionale</a></strong>, ossia rispondente alla funzione, è venuto a significare una trentina d’anni fa quel sistema costruttivo dove l’impiego d’un materiale segue sempre da presso le esigenze economiche e tecniche nel raggiungimento d’un risultato artistico.</p>



<h2><strong>L’architettura funzionale</strong></h2>



<p><em>Per architettura&nbsp;funzionale quindi s’intende quella che cerca di fondere intimamente il criterio della bellezza e quello dell’utilità nell’esatta rispondenza allo scopo cui è destinata. Tutta un’estetica architettonica fu basata su questo principio, spesso eccessivo, per cui si venne a negare ogni ragion d’essere a tutti gli elementi (ornamentali, decorativi) scorporati dalla statica dell’edificio. </em>Questo concetto di funzionalità era logicamente avvertito in epoche precedenti, quando ancora l’urgenza sociale, igienica, economica, non si era del tutto affermata. </p>



<p>Fondamentalmente il funzionalismo è una corrente architettonica per cui l&#8217;aspetto di ogni edificio deve chiaramente rispecchiare lo scopo per cui è creato. A partire dalla fine del Settecento e soprattutto Ottocento, si è venuto contrapponendo ciò che è &#8220;utile&#8221; a ciò che è “bello&#8221;.</p>



<p>L&#8217;idea di riscattare l&#8217;oggetto d&#8217;uso, sentita fin dalla metà dell&#8217;Ottocento, si pone come il più importante movimento artistico fra le due guerre: il funzionalismo.</p>



<h2><strong>La bioarchitettura: ambiente e costruzioni </strong> </h2>



<p>Nel nostro tempo invece si parla di più di bioarchitettura, considerata la nuova frontiera perché basata su principi etici, come la salvaguardia dell’ambiente. Quindi le nuove costruzioni vengono pensate per “abbracciare il pianeta” e spesso, anche esteticamente comunicano proprio il loro fine, ecco che torna quindi il funzionalismo in maniera moderna.</p>



<h2><strong>MAS Ingegneria: professionalità ed aggiornamento</strong></h2>



<p>Noi di <strong>MAS Ingegneria</strong> siamo sempre aggiornati sulle novità del momento in fatto di costruzioni e il nostro team, lavorando in gruppo, sa bene come costruire seguendo tutte le norme vigenti e allo stesso tempo assecondando le esigenze del cliente a 360°.</p>
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